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Riabilitazione completa su impianti

Denti fissi nella stessa seduta. Un lavoro preparato settimane prima.

Forse hai già sentito parlare di «denti fissi in 24 ore». Qui funziona così: quando il tuo caso lo permette, gli impianti e i denti fissi provvisori arrivano nella stessa seduta.

Ma quella seduta è soltanto l’ultimo passaggio — quello che vedi. Nelle settimane precedenti si studiano TAC 3D e scansioni, si progettano insieme impianti e denti nuovi, si preparano la guida chirurgica — la mascherina che riporterà in bocca il progetto — e la protesi costruita sul tuo caso.

La pianificazione degli impianti al computer

La tecnica, in parole semplici

Che cos'è l'All-on-4?

L’All-on-4 serve quando c’è da ricostruire un’arcata intera. Quattro impianti — di solito due davanti e due dietro, inclinati — sostengono una protesi fissa: un’arcata completa di denti, avvitata sugli impianti.

Il risultato è diverso da una dentiera: la protesi resta fissata agli impianti e non la togli ogni sera.

Il numero quattro, però, non è il protagonista. Dove mettere gli impianti, e con quale inclinazione, lo decidono tre cose: la tua anatomia, l’osso disponibile e il progetto dei denti che dovranno sostenere.

E l’All-on-6?

Cambia il numero degli impianti che sostengono l’arcata: sei invece di quattro. Il principio resta quello, e resta anche il percorso — TAC, progetto, guida chirurgica.

Sei appoggi distribuiscono il carico su più punti, ma servono più zone di osso adatte a riceverli: per questo la scelta non si fa sul nome della tecnica.

Che siano quattro o sei lo dice il progetto del tuo caso, dopo la TAC: nessuna delle due soluzioni è migliore in assoluto.

Prima domanda

È una soluzione per me?

Le situazioni di partenza sono diverse. Riconoscersi in una di queste non significa avere già l’indicazione all’All-on-4: significa che vale la pena parlarne in una visita.

01

Non hai più denti

Se hai perso tutti i denti di un’arcata, una soluzione fissa su impianti è una delle strade da considerare.

02

Porti una dentiera

Si muove, mangiare è diventato difficile, o semplicemente non vuoi più toglierla ogni sera: sono i motivi per cui si valuta una soluzione fissa.

03

Molti denti sono compromessi

Prima si valuta sempre che cosa si può conservare. La riabilitazione completa entra in gioco quando tenere i denti non è più una scelta clinicamente sensata.

04

Ti hanno detto che hai poco osso

È la frase che porta più spesso a sentir parlare di All-on-4. Ma quanto osso c’è davvero, e dove, lo dice la TAC 3D — non una frase.

Osso e anatomia

E se ho poco osso?

Quando un dente manca da tempo, l’osso che lo sosteneva si riduce. E nelle zone posteriori ci sono strutture anatomiche da rispettare.

Sopra c’è il seno mascellare, una cavità dell’osso; sotto passa il nervo alveolare inferiore. Prima di decidere dove mettere gli impianti bisogna sapere esattamente dove sono.

Nell’All-on-4 gli impianti posteriori si inclinano: così sfruttano l’osso davanti, dove ce n’è di più, e sostengono comunque la protesi anche dietro.

A volte questo evita di dover ricostruire l’osso prima. Altre volte l’osso non basta comunque. Per questo prima si guarda la TAC, poi si sceglie la tecnica — non il contrario.

Il lavoro che non vedi

L’intervento dura ore perché la preparazione dura settimane.

La seduta è rapida perché non c’è niente da improvvisare: diagnosi, progetto e produzione si fanno prima, con calma.

Che cosa è già pronto quel giorno

01 · TAC 3D
Si studia quanto osso c’è, dove, e quali strutture rispettare.

02 · Scansione digitale
La scansione fotografa la bocca com’è oggi e dà le informazioni per progettare l’arcata nuova.

03 · Progetto chirurgico e protesico
Al computer si tengono insieme due cose: dove staranno i denti nuovi e dove gli impianti che dovranno sostenerli.

04 · Confronto con il laboratorio odontotecnico
Studio e laboratorio lavorano sullo stesso progetto: da lì nascono la guida chirurgica e la protesi fissa provvisoria.

05 · Produzione e arrivo in studio
Guida e protesi arrivano prima dell’appuntamento. Il giorno dell’intervento è già tutto qui.

Che cosa cambia per te

Quando ti siedi, gran parte del lavoro è già fatta.

Carico immediato vuol dire questo: la protesi provvisoria viene avvitata sugli impianti nella stessa seduta in cui vengono inseriti, invece di aspettare i mesi della guarigione.

Non è sempre possibile. Dipende da quanto gli impianti risultano stabili appena inseriti e dalle condizioni che si trovano in sala: si valuta in fase di progetto e si conferma durante l’intervento.

Se quelle condizioni non ci sono, il percorso cambia e prima viene la guarigione: i denti fissi arrivano più avanti, quando gli impianti li possono sostenere.

Dal progetto alla bocca

Che cos’è la dima chirurgica?

È una guida costruita sul tuo progetto digitale. Appoggia sulle arcate e riporta in bocca posizione, direzione e inclinazione degli impianti decise al computer.

Non è un pezzo standard che va bene per tutti: ogni dima nasce per una bocca sola, e per costruirla si tengono insieme tre cose — il progetto della protesi, l’osso disponibile e le strutture anatomiche da rispettare. Dalla stessa pianificazione nasce anche la protesi provvisoria che verrà avvitata il giorno dell’intervento.

La dima accompagna l’esecuzione, però, non la decide. In sala si verifica comunque che la situazione reale corrisponda a quella progettata al computer e, se qualcosa richiede un adattamento, il piano si cambia lì per lì: la guida resta uno strumento, la decisione resta clinica.

01

TAC 3D

02

Scansione

03

Progetto dei denti

04

Progetto degli impianti

05

Dima + protesi

06

Intervento programmato

Due tempi, un unico progetto

Il percorso non dura 24 ore. Le 24 ore riguardano soltanto una fase.

Per capire come funziona basta separare due momenti: quello che succede prima e quello che vivi il giorno dell’intervento.

Nelle settimane precedenti

Studio, progettazione e produzione

  • visita e selezione del caso;
  • TAC 3D e scansione digitale;
  • progetto della protesi e degli impianti;
  • produzione della dima chirurgica;
  • produzione della protesi fissa provvisoria;
  • arrivo e preparazione dei dispositivi in studio.

Il giorno programmato

Intervento e protesi nella stessa seduta

  • eventuale gestione dei denti non recuperabili;
  • posizionamento guidato degli impianti;
  • verifica delle condizioni cliniche;
  • adattamento e avvitamento della protesi provvisoria già preparata;
  • indicazioni e controlli post-operatori.

La domanda che tutti fanno

L'intervento fa male?

Durante l’intervento c’è l’anestesia locale: l’obiettivo è che tu non senta dolore.

Nei primi giorni indolenzimento, gonfiore o sensibilità sono normali. Quanto durano dipende dal tuo caso e dall’estensione dell’intervento.

Il progetto e la guida chirurgica accorciano il tempo in poltrona, perché in sala non si decide: si esegue. Ogni caso però ha la sua storia — denti da togliere, condizioni anatomiche particolari — e la storia può cambiare i tempi e il decorso.

Che cosa significa davvero “denti fissi in 24 ore”

Qui la protesi non si comincia dopo l’intervento. È già pronta.

Quando il caso lo permette, guida chirurgica e protesi provvisoria nascono insieme, dallo stesso progetto, nelle settimane precedenti.

Il giorno dell’intervento gli impianti seguono il progetto. Si verifica che le condizioni siano quelle previste, poi la protesi — già in studio — si adatta e si avvita.

Ricevi gli impianti e i denti fissi nella stessa seduta, di solito nell’arco di alcune ore: nessuna attesa — la protesi non si progetta da zero dopo l’intervento.

Quanto dura esattamente dipende dal caso. Per questo qui non sentirai promettere un numero di minuti uguale per tutti.

I denti arrivano in poche ore perché dietro ci sono settimane di studio.

Il carico immediato si decide in fase di progetto e si conferma in sala. Se le condizioni non sono quelle previste, il percorso cambia: prima viene la guarigione.

Una fase utile, non un ripiego

Perché la protesi applicata subito è provvisoria?

“Provvisoria” non significa improvvisata. È una protesi progettata per il giorno dell’intervento e per accompagnare la fase in cui impianti e tessuti devono guarire e stabilizzarsi.

Giorno dell’intervento

Protesi fissa provvisoria

Non resti senza denti: la protesi si adatta al progetto già preparato. È fissa, ma finché gli impianti guariscono non devi usarla per masticare normalmente.

Mesi successivi

Guarigione e verifiche

Si osserva come l’osso si lega agli impianti — l’osteointegrazione — e poi gengiva, masticazione, pronuncia, estetica e facilità di pulizia.

Dopo la stabilizzazione

Protesi definitiva

Si progetta sulla bocca guarita, usando anche quello che il provvisorio ha insegnato.

Denti fissi subito non significa poter masticare subito normalmente

Nei primi mesi la protesi deve proteggere gli impianti dai carichi della masticazione. È avvitata, quindi stabile — ma non è ancora una dentatura guarita, e non devi usarla come tale.

Per questo nei primi tempi seguirai una dieta liquida o semiliquida, per il periodo che la dottoressa ti indicherà. Poi, controllo dopo controllo, si torna gradualmente a mangiare di tutto.

La dieta fa parte della cura: meno sollecitazioni sugli impianti, migliore la guarigione.

Che cosa permette di valutare il provvisorio

Forma e dimensione dei denti, rapporto con le labbra, pronuncia, masticazione, risposta dei tessuti, facilità di pulizia: tutto questo si osserva prima di chiudere il lavoro definitivo.

Alla fine vedrai i denti, non gli impianti

Come saranno i miei nuovi denti?

Quando si parla di implantologia è facile concentrarsi su osso e chirurgia. Ma la parte visibile del trattamento è il sorriso. L’estetica non inizia dalla sola scelta del colore.

Il sorriso si progetta nel suo insieme

  • forma e dimensione dei denti
  • rapporto tra denti e labbra
  • linea del sorriso
  • quantità di dente visibile mentre parli o sorridi
  • sostegno delle labbra
  • volume dei tessuti perso nel tempo

Ci sarà una gengiva artificiale rosa?

Dipende. Se negli anni si è perso molto volume di osso e gengiva, una parte della protesi può riprodurre anche la gengiva: evita denti troppo lunghi e ridà le proporzioni giuste.

In altri casi la protesi si progetta senza gengiva visibile.

Dopo la consegna

I nuovi denti sono fissi, ma hanno comunque bisogno di cura.

La protesi non si toglie, ma si pulisce. Gli impianti non fanno carie; i tessuti intorno, però, possono infiammarsi.

In base alla forma della protesi, la dottoressa ti indicherà gli strumenti per pulire anche le zone sottostanti. Ai controlli si guardano tessuti, igiene, stabilità della protesi e il modo in cui i denti chiudono.

Il trattamento non finisce con la consegna dei denti. Da lì comincia il mantenimento.

Il pagamento

La spesa si può dividere.

Lo studio offre diverse soluzioni per dilazionare la spesa in rate mensili senza interessi né costi aggiuntivi — salvo approvazione delle finanziarie — e pagare con tutte le carte di debito (bancomat) e le carte di credito, American Express compresa. Nella pagina dedicata trovi le soluzioni una per una.

Un esempio pratico

2.400 € divisi in 24 rate mensili: 100 € al mese, senza interessi né costi aggiuntivi — salvo approvazione della finanziaria.

Il beneficio fiscale

La spesa può tradursi in un beneficio fiscale.

Le spese sanitarie — cure dentistiche comprese — danno diritto, quando ricorrono i requisiti previsti, a una detrazione IRPEF del 19% sulla parte che supera la franchigia annua di 129,11 €. È un aspetto che molti non considerano quando valutano una cura: nella pagina dedicata trovi le regole, gli esempi coi numeri e un calcolatore per una stima.

Un esempio pratico

Spesa di 2.500 €: la parte oltre la franchigia è 2.370,89 € e la detrazione teorica 450,47 € — quando ricorrono i requisiti previsti.

Dubbi frequenti

Le domande che ci fanno più spesso

No. La protesi è fissa, ma sotto gli impianti stanno ancora guarendo e non devono sopportare i carichi normali della masticazione. Per un periodo seguirai una dieta liquida o semiliquida; poi, controllo dopo controllo, si torna gradualmente a mangiare di tutto.

Perché tutto il resto avviene prima: TAC, scansione, progetto di impianti e denti, confronto con il laboratorio, produzione di guida e protesi. La seduta è breve perché il lavoro è già fatto.

Dipende dal caso e dalla guarigione. Di solito si aspettano alcuni mesi: il tempo che serve all’osso per legarsi agli impianti e ai tessuti per stabilizzarsi.

Non sempre. È progettata sulla posizione pianificata, ma il giorno dell’intervento si verifica tutto e si fanno gli adattamenti che servono. Se la situazione reale chiede un percorso diverso, il piano cambia.

Sì: una sola arcata oppure entrambe. Ogni arcata però si studia da sola, e in relazione a quella opposta.

Il numero di impianti che sostengono la protesi. Nessuna delle due è superiore in assoluto: la scelta la fa il progetto, non il nome.

Se ne parla alla visita, apertamente. Il fumo conta: influisce sulla salute dei tessuti e sul rischio di complicanze.

Una durata precisa non si può promettere. Il risultato nel tempo dipende da igiene, controlli, abitudini, salute dei tessuti e manutenzione.

Non necessariamente. Dipende dal problema e da come è costruita la riabilitazione. È uno dei motivi per cui contano il progetto e i componenti riconoscibili, che si possono sostituire.

La guida in PDF

Porta questa pagina con te.

Tutto quello che questa pagina spiega sul percorso All-on-4 — dalla preparazione al mantenimento — è raccolto in una guida in PDF. Scaricala per riprendere la lettura con calma, coi tuoi tempi, o per condividerla con amici e parenti.

Dentro la guida

La tecnica in parole semplici, il lavoro delle settimane prima, il significato reale delle «24 ore», la dieta dopo l’intervento e le domande frequenti.

Prima della seduta c’è il progetto

Hai sentito parlare di denti fissi in 24 ore e vuoi capire che cosa comporta davvero?

Se porti una dentiera, hai perso molti denti o ti hanno detto che hai poco osso, si parte dalla tua situazione: la visita e gli esami dicono se il carico immediato è indicato e quale percorso si può programmare in sicurezza.

Settimane di lavoro dietro le quinte, perché il giorno dell’intervento tutto quello che si poteva preparare sia già pronto.

Le guide dello studio

Portale con te.

Ogni guida raccoglie in un file quello che una pagina del sito spiega: la scarichi, la tieni sul telefono, la stampi e riprendi la lettura coi tuoi tempi. Tocca la scheda dove vuoi: il file parte da solo.

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